Classe e profitto oltre la pandemia

Epidemia di Vita

Di Maddalena (Maddy Manca)

È un mese circa che sto raccogliendo quanto più materiale possibile tramite le/i delegat* e fra chi lavora nei vari settori su cosa sta accadendo in questo corto circuito narrativo, tra ciò che accade dentro e fuori il riassetto organizzativo e produttivo. Che cosa sta avvenendo? Vi è una sorta di situazione parallela.

Ovviamente chi non è all’interno si affida ai dati che le aziende dichiarano ma non è sempre tutto così cristallino e lineare.
Ai più è passata sotto traccia, ma è da una decina di giorni che siamo attraversati da scioperi nei gruppi delle multinazionali metalmeccaniche, iniziando dal settore del bianco (elettrodomestici).
È da fine giugno, e molto probabilmente fino ai primi di settembre, che le aziende hanno messo il turbo sulle produzioni con assunzioni temporanee per produrre a ritmo serrato.

Ci siamo persi qualcosa?

Ma i settori produttivi non erano in crisi? Non…

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Covid-19, APPELLO INTERNAZIONALE: Tre proposte per il lavoro

da: Il Manifesto | Leggi nel sito|


Democratizing Work. Questo importante appello di oltre 3.000 ricercatori di tutto il mondo esce oggi in simultanea su 41 giornali, tra cui El Comercio, Boston Globe, Guardian, Gazeta Wyborcza, La Folha de São Paulo, The Wire, Cumhuriyet, Le Soir, Le Monde, Die Zeit, Publico, El Diario, Le Temps. In Italia gli autori hanno scelto il manifesto

Questo appello, Democratizing Work, esce oggi in simultanea in 25 lingue su 41 testate internazionali, tra cui El Comercio, Boston Globe, Guardian, Gazeta Wyborcza, La Folha de São Paulo, The Wire, Cumhuriyet, Le Soir, Le Monde, Die Zeit, Publico, El Diario, Le Temps, South China Morning Post. In Italia gli autori hanno scelto il manifesto.

L’appello è stato firmato da oltre 3.000 accademici e ricercatori di più di 650 università del mondo. Tra questi, Elisabeth Anderson, Thomas Piketty, Dani Rodrik, Jan Werner Mueller, Chantal Mouffe, Claus Offe, Julie Battilana, Joshua Cohen, Nancy Fraser, James K. Galbraith, Axel Honneth, Jan-Werner Müller, Benjamin Sachs, Debra Satz, Nadia Urbinati, Sarah Song, Lea Ypi, Isabelle Ferreras, Dominique Méda, Saskia Sassen, Lawrence Lessig.

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Gli ispettori tributari della Nordrhein-Westfalen vengono rallentati nelle indagini contro le frodi

Da: Süddeutsche Zeitung, di Jörg Schmitt | Leggi nel sito |

La lotta contro il Corona è adesso al punto di lottare contro la seconda ondata. Non nel senso di un nuovo aumento del numero di casi, ma contro una seconda ondata di frodi fiscali. Il numero dei casi sospetti in relazione agli aiuti di Stato per l’emergenza Corona è in aumento in tutto il paese. I pubblici ministeri di tutta la Germania hanno avviato 500 indagini. E la tendenza è in aumento. Nella sola Nordrhein-Westfalia, gli investigatori stimano che ogni giorno vengono aggiunti fino a 30 nuovi casi. Per gli inquirenti è una lotta su più fronti, come è ormai evidente. Contro i criminali, contro le attrezzature inadeguate e talvolta anche contro la loro stessa amministrazione finanziaria.

Poiché i “truffatori delle sovvenzioni” spesso possono essere smascherati solo con numeri di identificazione fiscali o di imposta sulle vendite falsi o contraffatti, molti pubblici ministeri e detective vorrebbero chiedere aiuto ai loro colleghi del dipartimento di investigazione fiscale (Steufa). Ma sono stati ostacolati, almeno in Nordrhein-Westfalia, dalla loro stessa dirigenza la scorsa settimana. L’Ufficio regionale delle imposte (OFD) considera l’assistenza amministrativa ai propri inquirenti come una violazione del segreto fiscale. Almeno questa è la conclusione di una lettera dell’OFD al capo dell’inchiesta fiscale di Colonia. L’oggetto è il seguente:
“Competenze al rilascio di dichiarazioni su inchiesta della procura agli uffici del fisco a causa di possibili abusi in relazione all’assistenza emergenziale del NRW (Nordreno-Westfalia)”. Nella lettera, l’autorità finanziatrice elenca le sue riserve sull’assistenza amministrativa di Steufa.

Dibattito sugli aiuti economici: prima in un paradiso fiscale, poi salvato dallo Stato?

Da: Süddeutsche Zeitung, di Frederik Obermaier und Klaus Ott | Leggi nel sito |

Alcune aziende vogliono soldi dallo Stato durante la crisi, ma usano i paradisi fiscali.
I nuovi dati mostrano il numero di filiali delle società DAX (Il DAX 30 – Deutsche AktienindeX 30 – è il segmento della Borsa di Francoforte contenente i 30 titoli a maggiore capitalizzazione n.d.r.) nei paesi a bassa imposizione fiscale.

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